La torta di pane alle mele, la Guerra e il Dopoguerra

Abbiamo intervistato nonna Mariuccia, classe 1923, torinese. Attraverso le sue parole e la preparazione della torta di pane alle mele abbiamo rivissuto i tempi della Seconda Guerra Mondiale e del Dopoguerra, delle privazioni e delle mancanze, ma anche dello spirito di sopravvivenza e della voglia di tornare a vivere.

LA GRANDE GUERRA E IL QUOTIDIANO

La Seconda Guerra Mondiale devastò la città: il razionamento alimentare, i problemi economici, la paura per i cari al fronte e i numerosi bombardamenti sconvolsero la quotidianità di Torino in quegli anni.

La grande importanza a livello industriale rese ben presto la città un bersaglio primario dei bombardamenti. Nella sola notte del 13 luglio 1943 furono sganciate sulla città ben 702 tonnellate di bombe.  Il coprifuoco divenne usuale, proprio come le sirene, i rifugi e le bombe.

Dopo l’entrata in guerra dell’Italia, la scarsità di generi alimentari e l’aumento dei prezzi, portarono alla costituzione della carta annonaria. La razione giornaliera di pane per persona a cui la tessera dava diritto era stata definita nel 1941 in 200 grammi e nel 1942 in 150 grammi. La tessera, nominativa, permetteva appunto, in date prestabilite di recarsi da un fornitore abituale per la prenotazione dapprima solo di generi alimentari, poi, anche per il vestiario e altri generi.

LA TORTA DI PANE ALLE MELE

Il riciclo dei pochi prodotti alimentari a disposizione portò i torinesi a creare nuove ricette come la torta di pane alle mele e a dare libero sfogo alla fantasia per combattere le privazioni che la guerra aveva portato.

LA RICETTA: 

300 gr di pane con lievito madre

1 litro di latte

7 o 8 amaretti

1 uovo

3 o 4 cucchiai di zucchero

1 limone

2 mele Renette

Buona appetito!